ULIVETO

I MERLI Residenza di Campagna

La Tuscia in bici

Il viaggio era iniziato, ed era iniziato felicemente con un morbido cielo azzurro e un mare calmo.

La seguirono sul ponte. Tutto il fumo e le case erano scomparsi, e la nave era fuori in un ampio spazio di mare molto fresco e limpido sebbene pallido nella prima luce. Avevano lasciato Londra seduta sul suo fango. Una linea d’ombra sottilissima si assottigliava all’orizzonte, appena abbastanza spessa da sopportare il peso di Parigi, che tuttavia vi gravava sopra. Erano liberi da strade, liberi dall’umanità, e la stessa euforia per la loro libertà li attraversava tutti.

La nave si stava facendo strada costantemente attraverso piccole onde che la schiaffeggiavano e poi sfrigolavano come acqua effervescente, lasciando un piccolo bordo di bolle e schiuma su entrambi i lati. L’incolore cielo di ottobre era appena coperto da nuvole, come da una scia di fumo di legna, e l’aria era meravigliosamente salata e frizzante. In effetti faceva troppo freddo per stare fermi. La signora Ambrose strinse il braccio in quello del marito, e mentre si allontanavano si poteva vedere dal modo in cui la sua guancia inclinata si avvicinava alla sua che aveva qualcosa di privato da comunicare.

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